Bruxismo: sempre più italiani vittime. Le cause nella mente

Sempre più numerosi gli italiani  che soffrono di bruxismo, un disturbo che può portare a digrignare i denti in un modo talmente pronunciato da danneggiare la loro struttura e, nei casi più intensi, causare cefalee. A svelarlo sono gli specialisti del settore odontoiatrico riunitisi a Roma in un incontro promosso dall’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), secondo cui le cause alla base del disturbo sono di natura puramente psicologica. 

Digrignare i denti aiuterebbe a scaricare, soprattutto di notte, lo stress e le tensioni della giornata. 

Ciò accade in situazioni come il sonno, durante il quale il malato non si accorge assolutamente di questo digrignamento. Qui sta tutta la pericolosità del bruxismo. La sensazione di dolore e la stanchezza dei muscoli facciali al mattino può far intuire qualche stranezza, ma spesso il paziente non riconduce subito questi sintomi alle particolari ed inconsce attività notturne. Ecco perché spesso lo stadio della malattia avanza indisturbata, finché il malato non decide di recarsi da un medico. Questi può accorgersi subito del particolare danno allo smalto dentale, e consigliare quindi al paziente una visita dall’Odontoiatra.

L’atto di digrignare i denti in modo frequente, porta conseguenze molto gravi agli elementi dentali. Innanzitutto scheggiature, che possono col tempo rappresentare un luogo di attecchimento e sviluppo di batteri. Poi l’alterazione della forma degli stessi.

Lo smalto può venire usurato in modo molto grave, fino alla sua definitiva scomparsa: a quel punto, lo strato interno della dentina, può divenire insolitamente visibile. Se non diagnosticato in tempi brevi, l’usura può aggredire anche la dentina.

Può aumentare la sensibilità di denti e gengive esposte al calore o al freddo. Altra conseguenza è la crescita del dolore durante l’apertura e la chiusura della bocca, dolore che può sfociare in cefalee o nella disarticolazione completa di mascella e mandibola.

La moderna Scienza Odontoiatrica è riuscita a dare una risposta reale al problema. Si tratta dei Byte, sorta di paradenti da applicare durante le ore notturne. I byte possono essere molli o rigidi, dipendentemente dal livello di usura dei denti del paziente. Sono un modo sicuro per evitare fratture e scheggiature dello smalto, poiché i denti non si trovano più a stretto contatto. Ogni byte viene fabbricato nei laboratori odontotecnici partendo dalle impronte dentali del paziente, precedentemente fatte dal dentista. Ciò vuol dire che ogni byte è realizzato “su misura”, creato e sviluppato a seconda della morfologia del cavo orale del malato.

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